Vai al contenuto
IlTeschio

Skull Spirit · Cultura

Il teschio nella moda, nell’arte e nella cultura metal

Un quadro rinascimentale, una caricatura messicana, la copertina di un disco, una sciarpa di seta. Il teschio cambia linguaggio a ogni epoca e resta sempre riconoscibile.

· 3 min di lettura

Natura morta con teschio su un tavolo di legno, rose rosse appassite, un disco in vinile e una coppa d’argento
Immagine creata per IlTeschio.

Nell’arte: dal memento mori ai diamanti

Nel 1533 Hans Holbein il Giovane dipinge Gli ambasciatori, oggi alla National Gallery di Londra. Ai piedi dei due uomini c’è una forma allungata, incomprensibile. Si rivela un teschio solo se si guarda il quadro di sbieco. È un memento mori nascosto: il potere e il sapere ritratti nella tela passano, la morte resta.

Quasi cinque secoli dopo, nel 2007, Damien Hirst presenta For the Love of God. È il calco in platino di un cranio del Settecento ricoperto da 8.601 diamanti, con denti umani veri. Il messaggio è lo stesso di Holbein, rovesciato in lusso estremo.

In Messico: la Catrina

All’inizio del Novecento l’incisore messicano José Guadalupe Posada disegna una scheletrina con un grande cappello elegante. L’opera viene datata intorno al 1910–1912, e la prima pubblicazione certa è del 1913. È una satira delle signore dell’alta società che volevano sembrare europee.

Nel 1946–47 Diego Rivera la mette al centro del suo murale Sogno di un pomeriggio domenicale nell’Alameda Central. Da caricatura, la Catrina diventa un simbolo nazionale, legato al Giorno dei Morti. È per questo che il teschio messicano, colorato e fiorito, è un capitolo a parte: celebra i defunti, non li teme.

Nella musica: tre teschi che hanno fatto la storia

  • Grateful Dead. Il teschio coronato di rose è sulla copertina dell’album del 1971, disegnata da Alton Kelley e Stanley Mouse. L’idea viene da un’illustrazione di Edmund Joseph Sullivan per una vecchia edizione delle Rubaiyat di Omar Khayyam. È diventata una delle immagini più legate alla band.
  • Misfits. Il loro teschio, il «Crimson Ghost», è il cattivo di un serial cinematografico americano del 1946. Glenn Danzig e Jerry Only lo trovano cercando immagini da stampare sulle t-shirt. Lo usano su un volantino per un concerto del marzo 1979 al Max’s Kansas City, poi sul singolo Horror Business. Da allora è il simbolo del gruppo.
  • Iron Maiden. Eddie, il mascotte scheletrico disegnato da Derek Riggs, compare per la prima volta l’8 febbraio 1980 sulla copertina del singolo Running Free, con il volto in ombra. Da allora è su copertine, magliette e palchi.

Nel metal il teschio non è decorazione. È un modo per dire che quella musica guarda in faccia ciò che altri evitano.

Nella moda: la sciarpa che ha cambiato tutto

Alexander McQueen aveva già portato scheletri e ossa in passerella. Nella collezione Autunno-Inverno 2001 un abito lavorato a mano mostrava un grande teschio con le ossa incrociate, citazione della bandiera dei pirati.

Ma la svolta arriva con la primavera-estate 2003: la collezione «Irere» presenta la Skull Scarf. È una grande sciarpa di seta stampata a teschi, annodata in passerella attraverso le cinture di pelle. Da allora resta un segno distintivo della maison, e nell’Autunno-Inverno 2025 è tornata in passerella.

È il momento in cui il teschio smette di essere solo un simbolo rock e diventa un codice del lusso.

Che cosa resta

Il teschio funziona perché è semplice e universale: tutti ne abbiamo uno. Ogni epoca gli fa dire qualcosa di diverso: umiltà, satira, ribellione, appartenenza, stile.

Nella nostra selezione lo trovate scolpito e grafico, dal ciondolo con la falena «testa di morto» al teschio di corvo dorato, fino all’anello gotico JewelryWe.

Per il significato al dito, leggete il significato degli anelli con teschio. Per le novità di moda, c’è The Edit.